MicroSens

Esiste una relazione tra la percezione sensoriale degli alimenti e i nostri batteri?

L'UNIONE DI DUE MONDI:
L'IDEA DEL Progetto MicroSens...

In una società sempre più obesogenica, dove l’incidenza delle patologie legate a stili di vita non salutari è in constante crescita, comprendere i meccanismi alla base delle scelte e delle preferenze alimentari è di interesse prioritario per il bene della collettività.

Tra i tanti fattori che modulano i comportamenti alimentari, la percezione sensoriale degli alimenti riveste un ruolo di primo ordine. Ciò che percepiamo durante l’assaggio di un alimento è la risultante di un processo multidimensionale sostenuto da una complessa rete di interazioni tra i nostri sensi, la nostra genetica, le nostre attitudini, la nostra personalità e le nostre emozioni. Nonostante il ruolo preminente nella determinazione delle scelte e delle preferenze alimentari, ad oggi, l’intera dinamica alla base della percezione sensoriale non è stata ancora chiarita del tutto.

Se la connessione tra percezione sensoriale degli alimenti e salute della collettività solo recentemente è diventata argomento di interesse scientifico, da anni è invece comprovato come il microbioma gastrointestinale sia in grado di contribuire alla preservazione dell’omeostasi corporea. Solo recentemente, tuttavia, alcune evidenze sembrano suggerire un possibile legame tra questi due mondi [3-6], assegnando al microbioma gastrointestinale anche il ruolo di potenziale modulatore dei meccanismi alla base delle nostre scelte e dei nostri comportamenti alimentari [2,8]. Mediante meccanismi di competizione, le principali comunità microbiche intestinali porterebbero l'ospite a scegliere quelle fonti nutrizionali necessarie per il miglioramento del proprio fitness e sopprimere, allo stesso tempo, i loro competitors nell'ambiente intestinale [2]. A sostegno di questa tesi, è noto come uno squilibrio della flora microbica intestinale, detto anche disbiosi, possa promuovere comportamenti di compensazione verso il cibo come il desiderio verso alimenti più densi dal punto di vista calorico o inappropriati come quelli da alimentazione incontrollata [2,8].

Alla luce di quanto riportato, è ragionevole pensare che tali competizioni evolutive, che coinvolgono l'asse intestino-cervello [2,8], possano avere una risonanza diretta anche quando percepiamo gli alimenti che consumiamo. Da qui nasce, l'idea del progetto MicroSens...

L'OBIETTIVO DEL PROGETTO MICROSENS

Il progetto MicroSens mira ad esplorare le possibili associazioni tra la percezione sensoriale degli alimenti nelle sue componenti tanto fisiologiche e genetiche quanto psicologiche/attitudinali e la composizione del microbiota orale e intestinale al fine di comprendere l’influenza che queste possibili associazioni possano avere nella determinazione delle scelte e delle preferenze alimentari.

IN COSA CONSISTE LO STUDIO MICROSENS?

Le attività previste dal progetto MicroSens sono state organizzate in 4 diverse sessioni di lavoro, da svolgere in 4 giornate differenti, in cui abbiamo chiesto ai partecipanti di:

  • assaggiare alcuni prodotti alimentari e di valutarne il gradimento, la familiarità e l'intensità delle sensazioni percepite;

  • compilare alcuni questionari che ci permetteranno di capire meglio l'influenza che la personalità e le attitudini verso il cibo hanno sulle scelte alimentari;

  • compilare un diario alimentare di 4 giorni diversi;

  • fornire un campione di saliva e di feci.


Lo studio ha richiesto complessivamente un impegno di circa 3 ore nell'arco di 1 settimana.

La partecipazione è stata totalmente ANONIMA e nel pieno rispetto delle norme di sicurezza in materia COVID-19.


NB: Lo studio MicroSens è stato realizzato nel pieno dell'emergenza COVID-19. Per questo, l'intero protocollo sperimentale è stato pianificato e completato dai partecipanti interamente da CASA!!


Abbiamo chiesto a partecipanti di ritirare una borsa e, a distanza di 1 settimana, di consegnarci i loro campioni biologici. Per facilitare il ritiro della borsa e la consegna dei campioni biologici, abbiamo allestito 3 punti di raccolta nella provincia di Trento:

  • Museo della Scienza di Trento - MUSE (Corso del Lavoro e della Scienza, 3 - Trento)

  • Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale ed Integrata - CIBIO (Via Sommarive, 9 - Povo - TN)*solo per studenti UniTN

  • Fondazione Edmund Mach - FEM (Via Edmund Mach, 1 - San Michele all'Adige - TN)

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cHI HA PARTECIPATO allo studio MICROSENS?

Lo studio MicroSens ha coinvolto una popolazione di 100 volontari, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, eleggibili per una lista di criteri di inclusione che abbiamo individuato per avere un campione quanto più omogeneo.

La scelta di popolazione particolarmente omogenea permetterà di trarre delle conclusioni robuste dal punto di vista scientifico in quanto non condizionate dalla presenza di fattori confondenti sottostanti.

Photo by Mauro Mora

Photo by Isaac Smith

COSA HANNO RICEVUTO I PARTECIPANTI AL TERMINE DELLA LORO PARTECIPAZIONE?

Oltre ad aver contribuito al progresso scientifico nella comprensione dei meccanismi alla base della percezione sensoriale degli alimenti, al termine dello studio i partecipanti hanno ricevuto un REPORT PERSONALIZZATO dove hanno scoperto la COMPOSIZIONE del loro MICROBIOTA ORALE e INTESTINALE e

la loro SENSIBILITÀ ai GUSTI base!!

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Photo by Marcus Winkler

contatti utili

Per qualsiasi dubbio e/o chiarimento non esitare a contattarci all'indirizzo email:

microsens.c3a@unitn.it

GLI ENTI COINVOLTI...

Il progetto MicroSens è coordinato dal Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente (C3A) dell’Università di Trento e la University of Southern Denmark sotto la supervisione scientifica della Prof.ssa Flavia Gasperi (C3A - FEM) e del Prof. Davide Giacalone (University of Southern Denmark). Lo studio prevede il coinvolgimento del Centro Agricoltura, Alimenti e Ambiente (C3A) dell’Università di Trento, delle unità di ricerca Qualità Sensoriale, Nutrizione e Nutrigenomica e della Piattaforma di Sequenziamento e Genotipizzazione del Centro Ricerca e Innovazione della FEM oltre che della University of Southern Denmark.

Photo by Annie Spratt

REFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  1. Monteleone, E. et al. Exploring influences on food choice in a large population sample: The Italian Taste project. Food Qual. Prefer. (2017) LINK

  2. Alcock, J., Maley, C. C. & Aktipis, C. A. Is eating behavior manipulated by the gastrointestinal microbiota? Evolutionary pressures and potential mechanisms. BioEssays (2014) LINK.

  3. Cattaneo, C. et al. New insights into the relationship between taste perception and oral microbiota composition. Sci. Rep. (2019) LINK.

  4. Besnard, P. et al. Obese Subjects with Specific Gustatory Papillae Microbiota and Salivary Cues Display an Impairment to Sense Lipids. Sci. Rep. (2018) LINK.

  5. Feng, Y. et al. The Associations between Biochemical and Microbiological Variables and Taste Differ in Whole Saliva and in the Film Lining the Tongue. Biomed Res. Int. (2018). LINK

  6. Koskinen, K. et al. The nasal microbiome mirrors and potentially shapes olfactory function. Sci. Rep. (2018). LINK

  7. Turnbaugh, P. J. et al. The Human Microbiome Project: exploring the microbial part of ourselves in a changing world. Nature (2007). LINK.

  8. Dinan, T. G., Stilling, R. M., Stanton, C. & Cryan, J. F. Collective unconscious: How gut microbes shape human behavior. Journal of Psychiatric Research (2015) LINK.

  9. Dinnella, C. et al. Individual variation in PROP status, fungiform papillae density, and responsiveness to taste stimuli in a large population sample. Chem. Senses (2018) LINK.